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“Cuba Today: il ritratto di una società lontana. Intervista al fotografo Fulvio Eterno”

Vorrei iniziare questa intervista toccando subito il cuore dell’intervistato: cos’è la fotografia per Fulvio Eterno?

-Per me la fotografia è una vocazione, è il mio mestiere, è la mia quotidianità. All’età di quattordici anni io avevo già deciso di fare il fotografo perchè vivevo, nel mio contesto familiare, la praticità di questo mestiere e respiravo l’aria dell’artigianalità. Insomma sono un figlio d’arte. Probabilmente se mio padre avesse fatto il falegname anche io avrei fatto il falegname…non lo so. Guardare mio padre scattare foto era molto entusiasmante, percepivo la professionalità ma anche la passione. Già da adolescente lavoravo presso dei villaggi turistici e gestivo uno studio con degli operai. Questo mi ha fatto crescere professionalmente e con un forte senso del lavoro, mi ha insegnato a rapportarmi con la gente e ha fatto della fotografia il pane della mia vita. Ma da questa esperienza, che inizialmente sembrava solo pratica, è nato un amore. Ho compreso che tramite la fotografia, oltre che guadagnarmi da vivere, avrei potuto trasmettere i miei pensieri, il mio modo di vedere la realtà, la mia sensibilità. Tutto quello che avevo dentro poteva passare dall’obiettivo di una macchina fotografica e arrivare alla gente. Ho cominciato così a progettare il mio futuro, a studiare presso grandi maestri di fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma e questo per me è stato, oltre che un grande privilegio, grande occasione di crescita. Pian piano ho iniziato anche a collezionare qualche piccola gratificazione, gestendo lo studio fotografico di famiglia di cui sono titolare e nel quale mi occupo, oggi, del settore fotografico, in particolare di ritratto, matrimonio e di fotografia pubblicitaria.

Quindi abbiamo appreso che per te la fotografia nasce in una dimensione pratica e poi si eleva a qualcosa di più profondo, legato ai sentimenti, alle passioni. Pensi che questo passaggio fondamentale nella tua vita abbia contribuito a far diventare “arte” la tua fotografia?

-Il termine “Fotografare” significa “scrivere con la luce”. Il primo step per fare una buona fotografia è rispettare i canoni, conoscere la tecnica fotografica. Sono regole che non ho inventato io, esistono da secoli. Conoscerle è fondamentale, imprescindibile. La fotografia è in primis rigore. L’artista è colui che conosce queste regole e proprio perchè le conosce bene può trasgredirle facendo passare, tramite quello squarcio che si crea tra regola e trasgressione, la propria idea del mondo. Un artista, sia esso pittore, musicista o ballerino, deve prima di tutto essere capace di emozionarsi e poi saper trasmettere quelle emozioni. Tutti possiamo dipingere, suonare, ballare e fotografare. Ma non tutti siamo artisti. L’arte non è insita nella fotografia. L’arte è qualcosa che nasce negli occhi di chi guarda. La creatività è una conseguenza di un’azione culturale o emozionale. Nulla può essere artistico se non parte dalla condizione umana. L’arte è semplice e senza tempo. Ciò che è artefatto non è arte. Se tramite le mie fotografie sono in grado di dare la percezione a chi le guarda di essere lì con me in quel momento, in quel posto… se l’ obiettivo della mia macchina diventa l’occhio di chiunque guarda la mia fotografia sulla realtà che sto fotografando e allora si: nella mia fotografia c’è arte. Non sono io insomma a poter dire se c’è arte o meno in quello che faccio. Posso solo dirvi che per me la bellezza nella fotografia sta nel cogliere la naturalezza dei movimenti, delle linee, dei corpi…non certo negli orpelli e nell’eccessività. “La fotografia mostra, non dimostra” diceva Ferdinando Scianna. Diciamo che mi rifaccio al pensiero di De Andrè che diceva “io precauzionalmente mi definisco un cantautore e non un musicista” e vi dico che precauzionalmente mi definisco un fotografo e non un artista.

Andiamo al reportage che presenterai a partire da sabato 11 ottobre presso la Sala Congressi Marconi di Alcamo: Cos’è “Cuba Today”?

-Cuba Today è il risultato di ciò che ho visto, assaporato, sentito, percepito e imparato dal mio ultimo viaggio in una realtà lontanissima da quella in cui vivo. Tradizioni, abitudini, contesti sociali che emanano un fascino a cui nessuno può restare indifferente. Durante questo viaggio ho imparato a dare il giusto peso a parole come “democrazia”, “libertà”, “qualità della vita”. Avevo con me, come sempre, la mia macchina fotografica ed ero assolutamente esterrefatto di quante immagini riuscivano a cogliere la mia attenzione e a meritare uno scatto. Ad un certo punto non ero più un turista, ma un narratore. Ho sentito il dovere di raccontare di Cuba e dei cubani. Cuba Today è il ritratto nudo e crudo della realtà sociale, politica e culturale della cuba di oggi, la realtà di un popolo ancora fortemente legato ai rapporti umani. Un popolo umile, povero, che ogni giorno si confronta con difficoltà che per noi sono assolutamente lontane, inimmaginabili. Ciò che ho trovato nel popolo cubano è ciò che noi non sappiamo più trovare e apprezzare: il contatto umano, l’ideologia, il sacrificio e la felicità. So che sembra strano accostare termini quali povertà e sacrificio ad una parola come felicità. Ma io a Cuba ho visto la felicità: una felicità semplice, l’ attaccamento alla vita,la solidarietà, l’amore. Ho voluto raccontare il popolo cubano nel modo più oggettivo possibile, senza giudizi e pregiudizi, senza filtri…e non potevo che farlo tramite ciò che so fare meglio: la fotografia. Spero che la gente che guarderà queste fotografie riesca a provare lo stesso mio stupore, la stessa mia gioia, e a cogliere la bellezza di quel popolo così come ho fatto io.

Prima di salutare tutti i lettori di Ideazione News volevo ringraziare alcune persone che mi hanno molto aiutato, ognuno in modo diverso, nella realizzazione di questo reportage.
Ringrazio i miei compagni di viaggio Nicola, Roberto e Marco, Edvige Galbo per aver curato egregiamente la presentazione della mostra, il mio collega romano Emilio Cavicchi che è stato preziosissimo nell’aiutarmi per l’attività di editing, gli sponsor Cicerone tour ,Lingua più , Banca Mediolanum , Rotary , Lions ed Ernesto Di lorenzo editore e infine te Caterina per questa bella chiacchierata!

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